Comprendere l’autismo, per non averne paura

Comprendere l’autismo, per non averne paura

Sai che solo 60 anni fa si credeva che l’autismo fosse dovuto a una mancanza di affezione della madre nei confronti del figlio? Negli anni, studi approfonditi hanno smentito tale convinzione e hanno posto attenzione sui problemi neurobiologici che possono portare allo sviluppo di tale disturbo.

 

Non molto tempo fa si aveva il concetto dell’autismo come una condizione irreversibile, che impediva una vita produttiva e significativa, oggi non è più così, ogni giorno bambini con autismo ci mostrano vie alternative per compensare e rispondere agli aspetti più deficitari della loro condizione, superando e gestendo i propri limiti, diventando i soggetti di una vita serena e realizzata.

 

L’eterogeneità è il carattere dominante di tale condizione esistenziale, le differenze sono più rilevanti delle caratteristiche comuni, questo rende difficile dare una definizione generale di autismo, si comincia infatti a parlare di AUTISMI, condizioni diverse che si esprimono in una molteplicità di modi e forme.


COS’È L’AUTISMO?

L’Autismo, o meglio, disturbo dello spettro autistico è un disturbo del neuro-sviluppo con esordio in età infantile (l’esordio della sintomatologia avviene entro i 30 mesi).

Tale condizione coinvolge principalmente tre aree:

– LINGUAGGIO E COMUNICAZIONE
– INTERAZIONE SOCIALE
– INTERESSI RISTRETTI E STEREOTIPATI E ATTIVITÀ RIPETITIVE

QUANDO, IO GENITORE, DEVO INTERVENIRE?

In riferimento a quanto suggerito dalla “Autism check list” della Autism Society of America possiamo segnalare dei sintomi che possono essere i campanelli d’allarme per intervenire:

  • Difficoltà del bambino a stare con i pari
  • Difficoltà di fronte al cambiamento
  • Reazioni emotive incongrue
  • Mancanza di reale paura dei pericoli
  • Assenza e/o difficoltà nel contatto oculare
  • Gioco bizzarro sostenuto nel tempo
  • Apparente insensibilità al dolore
  • Ecolalia (ripetizione involontaria, automatica e patologica, nel parlare, di una o più parole della frase)
  • Isolamento
  • Difficoltà nella condivisione d’affetto
  • Ruotare gli oggetti in modo ossessivo
  • “sembra sordo”, non risponde
  • Attaccamento inappropriato agli oggetti
  • Difficoltà ad esprimere un bisogno
  • Abilità grosso-motorie e fine-motorie incongrue

La presa di coscienza di un genitore è il primo passo per un intervento risoluto; l’osservazione, la comprensione e la sensibilità di un genitore sono fondamentali per scorgere i primi segnali di bisogno di intervento.

Un genitore lo sa, a volte anche se il bambino ha un aspetto “normale”, il vero enigma diventa il comportamento ed è importante chiedere aiuto per comprendere i comportamenti più difficili e impenetrabili, per saper gestire le crisi e per aspirare, per il proprio bambino, ad un futuro ricco di amore, soddisfazione e capacità adattate alla propria vita.

 

 


QUALI SONO I SINTOMI PER DIAGNOSTICARE L’AUTISMO DA UN PUNTO DI VISTA CLINICO (NON STRUMENTALE)?

NELL’AREA DEL LINGUAGGIO E DELLA COMUNICAZIONE SI NOTANO:

  • deficit grossolani nello sviluppo del linguaggio
  • linguaggio assente o limitato a poche parole
  • incapacità nel comprendere e modulare la comunicazione non verbale: le espressioni del viso, la postura del corpo, il tono della voce
  • comunicazione ricca ma minuziosa, stereotipata, ripetitiva e spesso non contestuale
  • Forme espressive verbali (se presenti) caratterizzate da ecolalie, stereotipie, inversione di pronomi, enunciati incomprensibili

NELL’AREA DELL’INTERAZIONE SOCIALE SI OSSERVANO:

  • Deficit nell’empatia cognitiva o affettiva
  • Incapacità nel costruire, mantenere  o capire le relazioni sociali
  • Carenza globale di reattività nei confronti di altre persone
  • Mancato o inadeguato raggiungimento di altre abilità non verbali, autonomie, comportamenti sociali e capacità di adattamento.
  • Aggressività verso se stessi o altre persone (tale aspetto non è sempre presente)

NELL’AREA DEGLI INTERESSI RISTRETTI E STEREOTIPATI E ATTIVITÀ RIPETITIVE SI POSSONO RISCONTRARE:

  • Interessi ristretti e perseguiti con grande energia
  • Movimenti stereotipati (battere le mani, schioccare le dita, dondolarsi, buttarsi a terra, oscillare)
  • Reazioni bizzare a vari aspetti dell’ambiente
  • Percezioni sensoriali personali e inconsuete

A CHI RIVOLGERSI?

È necessario rivolgersi precocemente a medici specializzati nel campo, così da ottenere una diagnosi che consenta una presa in carico riabilitativa tempestiva, intensa e specifica.

SU COSA LAVORA IL TERAPISTA?

Il percorso abilitativo/riabilitativo è specifico per ogni bambino, studiato su misura per ogni caso particolare.

Tuttavia si possono elencare i punti principali su cui verte la terapia:
  • Contatto oculare
  • Capacità attentive e percettive
  • Utilizzare le conoscenze che il bambino possiede per abilitare quelle deficitarie
  • Gestione del comportamento (Crisi e comportamenti problema)
  • Lavoro sulla motricita fine e grossolana
  • Favorire le forme espressive
  • Potenziare la comunicazione (verbale e linguaggio, quando possibile)
  • Apprendimenti scolastici
  • Supporto alla famiglia
  • Supporto alla scuola

Il terapista sulla base della situazione di partenza analizza le possibilità del bambino,  i punti su cui lavorare e gli obiettivi da raggiungere per migliorare la qualità della sua vita e per dargli strumenti necessari affinché possa applicare ciò che impara alla vita di tutti i giorni.


Quindi…

se riconosci in tuo figlio uno o più dei sintomi descritti,
se hai compreso la delicatezza dell’età che sta vivendo,
se hai notato che sta un po‘ indietro rispetto ad uno SVILUPPO TIPICO
e stai cercando di capire come poterlo AIUTARE,

hai già superato una grande barriera che molti genitori non riescono ad affrontare.

Ora dobbiamo capire se è necessario intervenire con una terapia riabilitativa
o se sono soltanto normali preoccupazioni di un genitore un po’ apprensivo.

Per poterti aiutare al meglio abbiamo bisogno di approfondire la vostra condizione
in un colloquio personale e privato.


IL COLLOQUIO È GRATUITO*

Potrai esporre alla nostra responsabile la situazione che stai vivendo, per capire se c’è la necessità di intervenire.

Le scelte che facciamo oggi possono essere fondamentali per il futuro dei nostri figli,  per la loro vita familiare, sociale, scolastica e lavorativa

 

Non consigliamo a nessuno di accogliere ansia o apprensione, ma quando si tratta del benessere dei propri bambini è bene avere qualche scrupolo in più,

“NON ASPETTARE E IL TEMPO SARÀ DALLA TUA PARTE.”

Scaccia ogni dubbio,

Parlarne con I nostri PROFESSIONISTI .

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*COME FUNZIONA IL PRIMO COLLOQUIO:

Si tratta di un INCONTRO INFORMALE in cui potrai esporci tutti i tuoi dubbi sulle difficoltà del tuo bambino o su ciò che di strano hai riscontrato nei suoi comportamenti, la responsabile del centro ti guiderà nella comprensione del problema e nella scelta dell’intervento terapeutico che più si adatta alle sue esigenze.

Porta con te la documentazione clinica del bambino, la sua presenza non è opportuna in questa fase. Se non hai possibilità di lasciarlo a qualcuno portalo qui, potrà aspettarvi nell’area giochi.


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Il Centro Progressi si trova a
Villa Adriana (Tivoli)
Via Lago di Misurina 12.
Tel : 07741840343

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