Hai dubbi sullo sviluppo del tuo bambino?

Hai dubbi sullo sviluppo del tuo bambino?

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Quando è il momento più giusto per intervenire nel trattamento di un bambino?

Se hai dubbi sullo sviluppo delle competenze e del comportamento del tuo bambino, non aspettare!

Forse le tue sono solo preoccupazioni di un genitore un po’ apprensivo (in quel caso verrai rassicurato e mandato a casa), ma a volte l’intervento preventivo è il modo migliore per cominciare ad aiutare il tuo bambino nell’acquisizione delle sue autonomie.

rivolgiti a PROGRESSI, le nostre neuropsicomotriste sono specializzate anche nella neuropsicomotricità educativa e preventiva rivolta ai bambini dalla nascita ai 3 anni,


Un’attenzione maggiore deve essere riposta quando lo sviluppo del tuo bambino ha un decorso che si differenzia in modo significativo da quello previsto e da quello che noti nei suoi coetanei.

Quando lo scarto tra quello che sa fare e le aspettative in rapporto all’età e al confronto con gli altri bambini, diventi significativo.

Quando i suoi comportamenti immaturi, inadeguati, “strani” sono frequenti e ripetuti.


Lo sviluppo del bambino:

GENERALE,
NEUROMOTORIO,
LINGUISTICO-COMUNICATIVO,
SENSORIALE,
COGNITIVO
E RELAZIONALE
segue modalità fisse nella comparsa dei vari schemi di comportamento (PATTERNS). I patterns si manifestano e si consolidano in un preciso momento del ciclo di sviluppo, tale comparsa va messa in rapporto con lo stadio di sviluppo maturativo del soggetto, che può variare nel tempo.


Ogni bambino ha ritmi di sviluppo differenti, mai del tutto simili a quelli degli altri coetanei.

Lo SVILUPPO PSICOMOTORIO E LINGUISTICO dipende:

  • dalle caratteristiche genetiche del bambino (ereditate dai genitori)
  • dagli stimoli del mondo esterno, in grado di modificare reazioni e comportamento.

il ritardo nello sviluppo del linguaggio è più frequente di quello riguardante altre aree. Circa l’1% dei bambini ha un ritardo serio dello sviluppo del linguaggio; considerando anche le forme meno serie, la stima di incidenza del disturbo varia dal 3 al 15%. Il bambino apprende il linguaggio soprattutto per via uditiva ed impara a decodificare e a riprodurre le caratteristiche della lingua di appartenenza cui è esposto, maturando gradualmente le sue competenze fonetiche e fonologiche.

Il linguaggio è uno strumento necessario ma non sufficiente per la comunicazione.
La comunicazione richiede motivazione e intenzionalità, volontà di “mettersi in relazione” coinvolgendo abilità che vanno al di là del linguaggio.

Tali abilità possono essere variamente compromesse, provocando significative difficoltà nel linguaggio, nell’interazione sociale e nello sviluppo cognitivo.


Lo SVILUPPO PSICOMOTORIO è un percorso di crescita che coinvolge il corpo ed i cinque sensi del bambino, in una stretta relazione tra le diverse azioni che il bambino impara a svolgere e i progressi della sua psiche.

Ad ogni età è innato in ogni bambino un diverso desiderio di muoversi:
il neonato desidera sgambettare sul fasciatoio e sguazzare nel bagnetto, il lattante vuole girarsi nel lettino, rotolarsi ed afferrare oggetti, poi crescendo tenta di mettersi seduto o in piedi.

Per muovere i FATIDICI PRIMI PASSI è necessario il coinvolgimento di tre fattori:

  • il primo è il sistema nervoso,
    nel primo anno di vita si sviluppa attraverso una serie di fasi determinate sia dalla genetica e sia da stimoli esterni;
  • il secondo è l’apparato muscolo-scheletrico
    che matura su base ereditaria ma subisce anche l’influenza di fattori esterni (l’alimentazione e lo stato di salute generale);
  • terzo ed ultimo fattore è l’ambiente in cui vive
    che può stimolare e motivare il bambino in modo diverso e perciò provocare risposte differenti.

TAPPE DI SVILUPPO PSICOMOTORIO

da 1 a 3 MESI: il neonato solleva la testa mentre è a pancia in giù ed è in grado di afferrare gli oggetti e sobbalza se sente un rumore improvviso e forte 


da 3 a 6 MESI: comincia a sedersi senza sostegno ed è capace di tenere in mano un oggetto ma non sa ancora lasciarlo andare


da 6 a 9 MESI: inizia a muoversi a carponi ed è ormai capace di passarsi gli oggetti da una mano all’altro e si gira subito quando sente una voce familiare


da 9 a 12 MESI: si alza e tenta di stare in piedi attaccandosi ai mobili, ha imparato a lasciare andare gli oggetti e si gira quando viene chiamato per nome


da 12 a 18 MESI: cammina da solo senza aver bisogno di un sostegno e comincia a mangiare da solo con l’utilizzo del cucchiaio


N.B. Le tappe dello sviluppo psicomotorio sono illustrate da apposite tabelle dello sviluppo, in esse sono indicate le diverse età nelle quali un numero statisticamente significativo di bambini compie determinati progressi.
Queste tabelle non possono essere prese “alla lettera” soltanto il pediatra, che conosce bene il bambino, potrà determinare il corretto sviluppo psicomotorio.


TAPPE DI SVILUPPO DEL LINGUAGGIO

da 0 a 10 MESIPERIODO DELLE COMPETENZE PREVERBALI 

  • Nelle prime settimane di vita il bambino compie diversi tipi di imitazioni facciali dell’adulto, quali la protrusione della lingua e delle labbra, l’apertura della bocca, arrivando a correggersi per avvicinarsi il più possibile al modello adulto.
  • A tre mesi il bambino sa far capire quando ha sonno o ha fame; sorride apertamente in risposta al sorriso degli interlocutori, gorgheggia se gli si parla.
  • Intorno ai quattro mesi il bambino produce gridolini in risposta alle sollecitazioni dei genitori, solo verso il sesto mese inizia il periodo della lallazione. Il primo vocabolario del bambino è costituito da pochi suoni (balbettio o vocalizzazione). Uniti ai diversi toni di voce e all’espressione del viso, permettono al bambino di “colloquiare” con la madre, che ha imparato a riconoscerli.

da 10 a 18 MESIPERIODO DELLE PRIME PAROLE

  • La comunicazione intenzionale ha inizio tra gli 8 e 13 mesi di vita, attraverso lo sviluppo dei gesti per esprimere il dare, il mostrare, il chiedere e l’indicare.
  • Attorno ai nove mesi il bambino riconosce il proprio nome e si gira se viene chiamato: fa «ciao», «batti manine», su invito o spontaneamente, forma le parole più semplici (mamma e papà).
  • Intorno al primo anno di vita il bambino impara ad ascoltare la musica ed è attratto dagli altri bambini.
  • Alla conclusione del primo anno di vita il bambino comprende i suoni della propria lingua, esercita i propri organi fono-articolatori, sviluppa le capacità di usare i simboli, suoni, gesti, oggetti per riferirsi ad un determinato contenuto.
  • Verso i 12 -13 mesi compare la denominazione; anche se prima erano già presenti suoni vocalici che potevano sembrare parole (la lallazione) è solo dopo un anno di età che il bambino comincia ad utilizzare questi suoni per riconoscere, categorizzare, nominare gli oggetti.

da 18 MESI in poiPERIODO DELLA FRASE

  • Il secondo anno di vita è caratterizzato dall’affinamento delle abilità raggiunte nel corso del primo anno, ed al termine dei 24 mesi alcuni bambini compongono frasi complete, anche se povere sintatticamente, si rendono conto di avere una propria volontà e di poter manipolare l’ambiente e gli oggetti che li circondano.
  • Dal secondo anno di vita inizia il periodo dei “perché”. Chiede il nome delle cose, a cosa servono, il perché di una cosa o dell’altra. Il bambino capisce che la parola fissa le immagini, permettendo di chiarire meglio le proprie esigenze.
  • Verso i due anni acquisisce anche la capacità di parlare di se stesso in prima persona e di oggetti che egli riconosce e descrive come suoi, si descrive e si riconosce in un ruolo. Si esprime con una frase completa ed in questa fase può comparire la balbuzie. Il gioco simbolico è più ricco ed i bambini di questa età cominciano ad includersi l’uno con l’altro nei loro giochi di simulazione.

Esistono SEGNALI DI RISCHIO che, se riconosciuti in tempo, possono portare all’individuazione precoce di qualunque disturbo o ritardo di acquisizione delle tappe dello sviluppo del bambino.

Il riconoscimento di tali condizioni è fondamentale per PREVENIRE L’INSORGENZA DI PROBLEMI EMOTIVI, COMPORTAMENTALI E COMUNICATIVI che spesso si associano ai quadri di alterato o ritardato sviluppo psicomotorio e che, in seguito, possono risultare d’importanza clinica primaria rispetto allo stesso disturbo di partenza.

Ogni bambino si sviluppa secondo proprie modalità. È impossibile dire esattamente quando un singolo bambino sarà in grado di raggiungere perfettamente una determinata fase di sviluppo motorio.

La conoscenza delle tappe di sviluppo può dare un’idea dei cambiamenti che avvengono in un bambino che cresce e non bisogna allarmarsi se lo sviluppo del singolo bambino ha un decorso leggermente diverso da quanto previsto.

È necessario però consultare il pediatra se il bambino mostra uno qualsiasi dei seguenti segni di allarme di un possibile ritardo di sviluppo e in ogni caso quando il bambino sembra regredire nello sviluppo motorio.

SEGNALI D’ALLARME

Dai 3 mesi d’età

• non sembra rispondere a stimoli sonori intensi
• non controlla il capo
• non segue gli oggetti con lo sguardo
• non porta gli oggetti alla bocca a 4 mesi
• non sorride in modo direzionato (alle persone)

Dai 4 ai 7 mesi di età

• mostra ipertono o rigidità muscolare
• mostra ipotono come una bambola di pezza
• la testa cade all’indietro quando lo si tira su seduto
• afferra gli oggetti con una mano sola o tendenzialmente con una mano
• non mostra affetto per le persone che si prendono cura di lui
• non sorride spontaneamente a 5 mesi
• non riesce a stare seduto con appoggio a 6 mesi
• non cerca attivamente di afferrare gli oggetti dai 6 mesi
• non presenta la lallazione a 8 mesi
• 6-7 mesi vocalizzazioni di tipo consonante + vocale: pa, da, ba;

Dagli 8 ai 12 mesi di età

• trascina una parte del corpo quando gattona
• non riesce a stare in piedi se sostenuto
• non cerca oggetti che vengono nascosti alla sua vista mentre guarda
• non dice nemmeno una parola
• non impara il linguaggio gestuale:
– mostrare: il bambino tende l’oggetto verso l’adulto, del quale vuole attirare l’attenzione
– dare: il bambino lascia andare un oggetto nelle mani di un adulto.
– indicare: Il bambino indica con il braccio teso e/o con l’indice puntato in una certa direzione guardando alternativamente l’oggetto e l’adulto.
– Gesti referenziali: il bambino dimostra attraverso alcuni gesti come ad esempio “ciao, non c’è più, ecc.” di usare la gestualità per comunicare situazioni reali;
– non indica oggetti o immagini
• 9-10 mesi le combinazioni diventano più elaborate.
• mancanza di “schemi d’azione con gli oggetti (Es. utilizzare il cucchiaino per mangiare)

Dai 24 ai 30 mesi di età

• Assente o ridotta presenza del gioco simbolico (Es.: giocare a far finta di…)
• Vocabolario ridotto (minore di 20 parole a 18 mesi, minore di 50 parole a 24 mesi)
• Ritardo della combinazione gesto-parola (Es.: il bambino dice “da” mentre indica la palla)
• Ritardo della comprensione di ordini dati al bambino non troppo contestualizzati (Es.: stando in cucina si chiede al bambino di andare a prendere il sapone in bagno)
• Persistere di espressioni verbali incomprensibili


L’obiettivo di PROGRESSI è la promozione del BENESSERE IN ETÀ EVOLUTIVA

per qualsiasi dubbio rivolgiti a noi, un’equipe di professionisti specializzati si prenderà carico del tuo caso specifico e ti indicherà la strada più adatta alle esigenze tue e del tuo bambino!


se riconosci in tuo figlio uno o più dei sintomi descritti,
se hai compreso la delicatezza dell’età che sta vivendo,
se hai notato che il suo sviluppo è significativamente indietro rispetto ai suoi coetanei
e stai cercando di capire come poterlo AIUTARE,

hai già superato una grande barriera che molti genitori non riescono ad affrontare.

Ora dobbiamo capire se è necessario intervenire con una terapia riabilitativa
o se sono soltanto normali preoccupazioni di un genitore un po’ apprensivo.

Per poterti aiutare al meglio abbiamo bisogno di approfondire la vostra condizione
in un colloquio personale e privato.


IL COLLOQUIO È GRATUITO*

Potrai esporre alla nostra responsabile la situazione che stai vivendo, per capire se c’è la necessità di intervenire.

Le scelte che facciamo oggi possono essere fondamentali per il futuro dei nostri figli,  per la loro vita familiare, sociale, scolastica e lavorativa

 

Non consigliamo a nessuno di accogliere ansia o apprensione, ma quando si tratta del benessere dei propri bambini è bene avere qualche scrupolo in più,

“NON ASPETTARE E IL TEMPO SARÀ DALLA TUA PARTE.”

Scaccia ogni dubbio,

Parlarne con I nostri PROFESSIONISTI .

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*COME FUNZIONA IL PRIMO COLLOQUIO:

Si tratta di un INCONTRO INFORMALE in cui potrai esporci tutti i tuoi dubbi sulle difficoltà del tuo bambino o su ciò che di strano hai riscontrato nei suoi comportamenti, la responsabile del centro ti guiderà nella comprensione del problema e nella scelta dell’intervento terapeutico che più si adatta alle sue esigenze.

Porta con te la documentazione clinica del bambino, la sua presenza non è opportuna in questa fase. Se non hai possibilità di lasciarlo a qualcuno portalo qui, potrà aspettarvi nell’area giochi.


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Il Centro Progressi ha due sedi

VILLA ADRIANA: Via Lago di Misurina 12, 00019 a Villa Adriana, Tivoli (RM)

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