Mai sentito parlare del metodo EMDR in psicoterapia?

Mai sentito parlare del metodo EMDR in psicoterapia?

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In età evolutiva, eventi come:

  • Lutti
  • Separazione dei genitori
  • Vivere con un solo genitore
  • Assistere a maltrattamenti in famiglia
  • Segreti familiari
  • Malattia di un genitore
  • Ospedalizzazione del bambino
  • Malattie del bambino
  • Esposizione a critiche, umiliazioni, bullismo, fallimenti scolastici

 possono fortemente alterare lo sviluppo psichico del bambino.

 Il cervello del bambino è plasmabile e se un trauma può alterarne lo sviluppo neurofisiologico, il trattamento con EMDR può riorganizzarne la mente, attraverso la rielaborazione del ricordo traumatico.

Sintomi come ansia, stress, disturbi alimentari, possono avere radici profonde in eventi traumatici, che se opportunamente elaborati possono liberare risorse importanti per la guarigione e il benessere dell’individuo.

 

Il metodo CURA LE CONSEGUENZE DA TRAUMA:

“RIELABORARE LE ESPERIENZE È IL PRIMO PASSO VERSO LA GUARIGIONE”

 

Lo psicoterapeuta sfruttando il metodo EMDR, può accompagnare il paziente nel:

  • Rielaborare i traumi del passato
  • Potenziare le capacità e le risorse personali
  • Aumentare l’autostima per affrontare le sfide della vita quotidiana
  • Centrarsi sul qui e ora e sul senso del sé
  • Accrescere la fiducia nelle sue capacità e nel suo valore come persona

 Dopo un trauma o uno stress grave, con la terapia, si assume la consapevolezza che ciò che è successo non si può più cambiare, ma il suo ricordo può essere elaborato attraverso la desensibilizzazione e la ristrutturazione cognitiva. Con la terapia il paziente riesce a cambiare prospettiva, modificando le valutazioni cognitive su di sé e incorporando emozioni adeguate alla situazione, eliminando inoltre le reazioni fisiche e adottando comportamenti più adattivi.

Cambiamenti significativi nel paziente dopo il trattamento:

  • Riesce ad esternare pensieri e ricordi
  • Abbandona i comportamenti di evitamento
  • Discrimina meglio i pericoli reali da quelli immaginari condizionati dall’ansia
  • Non riscontra più tachicardia, sudorazione eccessiva, respiro accelerato, agitazione fisica e motoria, tensione muscolare a seguito di stimoli legati all’evento negativo e percepiti come pericolo.

 

 In cosa consiste l’EMDR?

L’EMDR (dall’inglese Eye Movement Desensitization and Reprocessing, Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari) è un metodo psicoterapico strutturato che facilita il trattamento di diverse psicopatologie e problemi legati sia ad EVENTI TRAUMATICI, che a esperienze più comuni ma emotivamente stressanti.

Come metodo terapeutico, si focalizza sul ricordo dell’esperienza traumatica, è una metodologia completa che utilizza i movimenti oculari o altre forme di stimolazione alternata destro/sinistra per trattare disturbi legati direttamente a esperienze traumatiche o particolarmente stressanti dal punto di vista emotivo.

Dopo una o più sedute di EMDR, i ricordi disturbanti legati all’evento traumatico hanno una desensibilizzazione, perdono la loro carica emotiva negativa. Il cambiamento è molto rapido, indipendentemente dagli anni che sono passati dall’evento.

Si sente che veramente il ricordo dell’esperienza traumatica fa parte del passato e quindi viene vissuta in modo distaccato. I pazienti in genere riferiscono che, ripensando all’evento, lo vedono come un “ricordo lontano”, non più disturbante o pregnante dal punto di vista emotivo.

Dopo l’EMDR il paziente ricorda l’evento ma il contenuto è totalmente integrato in una prospettiva più adattiva. L’esperienza è usata in modo costruttivo dall’individuo ed è integrata in uno schema cognitivo ed emotivo positivo.

 

In che modo il trauma agisce sulla serenità delle persone creando disagio?

L’evento traumatico vissuto dal soggetto viene immagazzinato in memoria insieme alle emozioni, percezioni, cognizioni e sensazioni fisiche disturbanti che hanno caratterizzato quel momento.

Tutte queste informazioni immagazzinate in modo disfunzionale, restano “congelate” all’interno delle reti neurali e incapaci di mettersi in connessione con le altre reti con informazioni utili.

Le informazioni “congelate” e racchiuse nelle reti neurali, non potendo essere elaborate, continuano a provocare disagio nel soggetto, fino a portare all’insorgenza di patologie come il disturbo da stress post traumatico (PTSD) e altri disturbi psicologici.

Le cicatrici degli avvenimenti più dolorosi, infatti, non scompaiono facilmente dal cervello: molte persone continuano dopo decenni a soffrire di sintomi che ne condizionano il benessere e impediscono loro di riprendere una nuova vita.

 

Qual è l’obiettivo di un trattamento con il metodo EMDR?

L’obiettivo dell’EMDR è quello di ripristinare il naturale processo di elaborazione delle informazioni presenti in memoria per giungere ad una risoluzione adattiva attraverso la creazione di nuove connessioni più funzionali.

Una volta avvenuto ciò, il paziente può vedere l’evento disturbante e se stesso da una nuova prospettiva.

L’EMDR considera tutti gli aspetti di un’esperienza stressante o traumatica, sia quelli cognitivi ed emotivi che quelli comportamentali e neurofisiologici.

  • Utilizzando un protocollo strutturato il terapeuta guida il paziente nella descrizione dell’evento traumatico, aiutandolo a scegliere gli elementi disturbanti importanti.
  • Al termine della seduta di EMDR, quando il processo di rielaborazione ha raggiunto la risoluzione adattiva, l’esperienza è usata in modo costruttivo dalla persona ed è integrata in uno schema cognitivo ed emotivo positivo.
  • Attraverso il trattamento con l’EMDR è dunque possibile alleviare la sofferenza emotiva, permettere la riformulazione delle credenze negative e ridurre l’arousal fisiologico del paziente.

Questo approccio risulta efficace anche con i pazienti che hanno difficoltà nel verbalizzare l’evento traumatico che hanno vissuto.

L’EMDR, infatti, utilizza tecniche che possono fornire al paziente un maggior controllo verso le esperienze di esposizione (poiché non si basa su interventi verbali), e che possono aiutarlo nella regolazione e nella gestione delle emozioni intense che potrebbero scaturire durante la fase di elaborazione.

 

Cosa ne pensa la scienza?

Nel lasso di trent’anni dalla sua scoperta, ad opera della ricercatrice americana Francine Shapiro, l’EMDR ha ricevuto più conferme scientifiche di qualunque altro metodo usato nel trattamento dei traumi. Oggi è riconosciuto come metodo evidence based per il trattamento dei disturbi post traumatici, approvato, tra gli altri, dall’American Psychological Association (1998-2002), dall’American Psychiatric Association (2004), dall’International Society for Traumatic Stress Studies (2010) e dal nostro Ministero della salute nel 2003. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, nell’agosto del 2013, ha riconosciuto l’EMDR come trattamento efficace per la cura del trauma e dei disturbi ad esso correlati.

L’efficacia dell‘EMDR è stata dimostrata in tutti i tipi di trauma, sia per il Disturbo Post Traumatico da Stress che per i traumi di minore entità.

La ricerca recente mostra che, attraverso l’utilizzo dell’EMDR, le persone possono beneficiare degli effetti di una psicoterapia che una volta avrebbe impiegato anni per fare la differenza.

Alcune ricerche hanno infatti dimostrato che tra l’84% e il 90% dei pazienti che riportavano l’esperienza di un singolo evento traumatico non mostravano più i sintomi di un Disturbo da Stress Post-traumatico dopo sole 3 sessioni di EMDR da 90 minuti ciascuna.

L’efficacia dell’EMDR nel trattamento del PTSD è ormai ampiamente riconosciuta e documentata, ma attualmente l’EMDR è un approccio terapeutico ampiamente usato anche per il trattamento di varie patologie e disturbi psicologici.

Data l’importanza che gli eventi traumatici (siano essi traumi singoli che cumulativi e relazionali) rivestono nello sviluppo di differenti patologie, diviene importante affrontarle attraverso un approccio che tenga in considerazione e riesca ad intervenire sull’origine traumatica di tali disturbi.

La ricerca riguardante l’EMDR è una delle prime in cui sono stati evidenziati i cambiamenti neurobiologici che si verificano durante ogni seduta di psicoterapia, rendendo l’EMDR il primo trattamento psicoterapeutico con un’efficacia neurobiologica provata.

Le scoperte in questo campo confermano l’associazione tra i risultati clinici di questa terapia e alcuni cambiamenti a livello delle strutture e del funzionamento cerebrale.

Dato il riconoscimento a livello mondiale dell’efficacia di questo metodo terapeutico per il trattamento del trauma, ad oggi più di 120.000 clinici in tutto il mondo usano questa terapia. Milioni di persone sono state trattate con successo negli ultimi anni.

 

Da Progressi la dott.ssa Margherita Signorini, psicologa cognitivo-comportamentale, è una terapeuta formata in EMDR

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Fonte:sito EMDR Italia
↪️ https://emdr.it/index.php/emdr/


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