Cosa fare con l’alunno dislessico?

Cosa fare con l’alunno dislessico?

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Seminario: Dislessia, il potenziamento dello studio e cognitivo.

 

“LA SCUOLA DEVE CONOSCERE LA DISLESSIA PER AGIRE SULLA DISLESSIA”


Venerdì, 16 Febbraio 2018 presso il Centro Progressi di Villa Adriana (Tivoli), il Dott. Mauro Spezzi – Disordini dell’Età Evolutiva e… alla presenza di insegnanti, operatori sanitari e genitori, ha tenuto un seminario di due ore sulla Dislessia e il potenziamento cognitivo.


Cos’è la Dislessia?

La Dislessia è uno dei disturbi specifici dell’apprendimento (DSA).
I DSA sono disturbi del neuro-sviluppo che si manifestano con l’inizio della scolarizzazione, in Italia si stima ci sia almeno un alunno con un DSA per classe, ma la consapevolezza e preparazione degli insegnanti non è ancora all’altezza delle responsabilità a cui sono chiamati.
L’AID (associazione Italiana Dislessia) identifica la Dislessia come un disturbo specifico della lettura che si manifesta con una difficoltà nella decodifica del testo.
Il Professor Spezzi ci ha dato una visione più ampia di questo disturbo:

“LA DISLESSIA NON È SOLO UN PROBLEMA DI LETTURA!”

La dislessia è una forma di disordine pervasivo che riduce la possibilità di organizzare, coordinare e regolare l’apprendimento.

Il dislessico, in genere, attraversa un percorso scolastico caratterizzato da enormi difficoltà che impediscono allo stesso di sviluppare l’autogoverno delle proprie azioni mentali. Questa condizione funzionale può essere notevolmente migliorata dall’azione educativa.

“l’educazione non solo penetra la mente ma la modifica”. M. Montessori

Un alunno “bravo” sviluppa un’efficienza operativa e un comportamento prassico (ordinato, frutto dell’avvenuto sviluppo di una funzione psichica mentale: la cognitività, in parziale separazione dall’intelligenza)


Ma cosa fare con l’alunno Dislessico?

Dispensare, sostituire o potenziare il comportamento dell’alunno?

Se nell’approccio operativo canonico l’alunno viene aiutato con strumenti SOSTITUTIVI, compensativi e dispensativi, la nostra idea di “AIUTO ALLO STUDIO” si concretizza attraverso il potenziamento delle qualità e delle funzioni del bambino/ragazzo.

IL POTENZIAMENTO COGNITIVO nella seduta di studio si attua attraverso tre fasi:

  • FASE FUNZIONALE (rivolto alle funzioni attraverso la neuro-attivazione).
  • ALLENARE IL PENSIERO
  • FASE DELLO STUDIO

 

 L’educazione intensiva è in grado di coinvolgere e stimolare i vari circuiti cerebrali, attraverso una sollecitazione della plasticità del cervello, a tutto vantaggio della rapidizzazione dell’incipit e della diminuzione della lentezza operativa.

 

 

 


FASE FUNZIONALE

1°FASE PRELIMINARE

L’avvio della seduta di studio ha come obiettivo la generazione dell’iniziale stato di allerta cognitivo,

Il TUTOR deve:
  • fare domande veloci su concetti della materia scolastica già acquisiti.
  • Anticipare oralmente il nuovo contenuto disciplinare da studiare, gli argomenti che l’alunno dovrà leggere e comprendere, per favorire l’inseguimento semantico della mente e la mobilizzazione di tutta la cognitività.

2° ATTIVAZIONE NEUROFISIOLOGICA

Il TUTOR deve:
  • Avviare lo stato di allerta cognitivo anche sul piano neuro – motorio:
  1. Rapidità dell’incipit: attivazione reattiva a consegne sequenziali. Eseguire la pronuncia, camminando sul posto, su dettato del terapista, via via più rapido.
  2.  Fluidità d’azione: motricità diffusa per schemi combinati e schemi globali. Percorsi motori ritmati.
  3. Schemi laterali e crociati: esecuzione di schemi di attraversamento dell’asse mediale corporeo.
  4. Schemi rotatori: processi rotatori guidati.
  5. Sezione colpo d’occhio: Inseguire e battere la mano del terapista.
  6. Esercizi di lettura intensiva: Camminare sul posto e leggere un piccolo brano a voce alta.

ALLENARE IL PENSIERO

Il PENSIERO è l’insieme di funzioni prodotte e gestite dalla mente (intelligenza, creatività, fantasia, ipotesi, memoria, associazioni, intuizione, analisi/sintesi, contrasto, sequenzialità, induzione/deduzione), si esercita in serie, lavora per sequenze, o successioni, dunque impegna lo spazio e il tempo ed occupa una velocità.

Tutte le azioni del pensiero, che nell’insieme costituiscono le funzioni cognitive, sono sequenziali e, nel soggetto con DSA, possono mostrare disordine, disorganizzazione, lentezza, difficoltà di lavoro parte – tutto e tutto – parte (Crispiani P., Curina C., Fiorillo A., IL PENSIERO, AZIONE 11, SISTEMA CO.CLI.T.E., edizioni junior, Gruppo Spaggiari, Parma, 2010.).

COSA INTENDIAMO PER POTENZIAMENTO DELLE FUNZIONI COGNITIVE?

Il potenziamento delle funzioni cognitive riguarda la coniugazione delle competenze funzionali con la cultura e si sollecita attraverso una serie di strategie operative:

  1. Trascrivere e poi verbalizzare i concetti letti/ascoltati
  2. Collegare oralmente i concetti
  3. Riformulare verbalmente i concetti
  4. Proporre catene narrative finalizzate alla costruzione di frasi
  5. Esercitare il resoconto orale del tema mediante due o tre ripetizioni successive, da un livello più generale/inclusivo ad uno o due via via più dettagliati

FASE DELLO STUDIO

APPLICAZIONE DEL METODO DI STUDIO

  1. Chiedersi cosa si conosce già dell’argomento.
  2. Trascrivere e poi verbalizzare i concetti letti/ascoltati.
  3. Collegare oralmente i concetti.
  4. Riformulare verbalmente i concetti.
  5. Esercitare il resoconto orale (storico, descrittivo, argomentativo) mediante due o tre ripetizioni successive, da un livello più generale/inclusivo ad uno o due via via più dettagliati (metodo a spirale).
  6. Chiedersi se e quanto si è capito.
  7. Connettere il titolo dei capitoli o paragrafi al testo.
  8. Dal titolo ipotizzare il testo.
  9. Connettere un aspetto (concetto, parola) al testo complessivo.
  10. Individuare le parole di nuova acquisizione.
  11. Valutare la propria abilità espositiva.
  12. Velocizzare l’esposizione orale.
  13. Riflettere sul proprio stile di studio.
  14. Autovalutarsi.

SUGGERIMENTI PER LO STUDIO  

(per docenti, terapisti ed educatori)

1. Argomento diviso in sequenze
2. Ripetizione dell’argomento spiegato
3. Variazione sensoriale dello stimolo
4. Sollecitazione dell’autoistruzione verbale (organizzare lo studio)
5. Sollecitazione del momento metacognitivo

 

 


Se tuo figlio ha problemi a scuola, noti disagio nell’affrontare i compiti che gli vengono assegnati, le insegnanti ti hanno segnalato difficoltà nell’apprendimento…

Al Centro Progressi puoi richiedere:

VALUTAZIONE PEDAGOGICA

La Valutazione Pedagogica si attua attraverso la descrizione dello sviluppo del soggetto dell’apprendimento, delineandone il profilo dinamico funzionale e la progettazione delle sue esigenze educative.

 

L’intervento, quando riguarda richieste di difficoltà scolastiche, si svolge attraverso una valutazione, divisa in tre livelli:

  • Valutazione dell’adattamento scolastico
  • Valutazione dei processi cognitivi
  • Valutazione dello sviluppo metacognitivo
Sono previsti 2 incontri e una restituzione con consegna della relazione finale alla famiglia:
1° incontro: colloquio con I genitori e prima intervista allo studente
2° incontro: prove di valutazione allo studente e colloquio finale con I genitori
3° incontro: restituzione e consegna della relazione finale

VALUTAZIONE DEGLI APPRENDIMENTI

La Valutazione per certificare un Disturbo Specifico di Apprendimento viene fatta tramite una serie di INCONTRI VALUTATIVI, che prevedono OSSERVAZIONE e somministrazione di TEST e QUESTIONARI, tali incontri possono coinvolgere il neuropsichiatra infantile, lo psicologo, il terapista della neuro-psicomotricità e il logopedista, questi specialisti lavorano in equipe per avere una visione globale del problema e delle strategie da mettere in atto nell’intervento di aiuto e riabilitativo.

L’intervento valutativo va ad indagare aspetti fondamentali nell’apprendimento:

  • Sfera cognitiva
  • Competenze adattive
  • La coordinazione dinamica generale
  • La lateralità
  • Le abilità visuo spaziali
  • L’attenzione
  • Le funzioni esecutive (pianificazione, memoria, controllo dell’impulsività)
  • La letto-scrittura
  • Calcolo logico matematico

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Dettagli:

Come legge l’alunno senza disturbo?

  • Pronto all’avvio
  • Con andamento costante
  • Senza interruzioni
  • Con costanza nell’attenzione
  • Si autocorregge in modo agevole

Come legge l’alunno Dislessico?

  • Inciampa
  • Si interrompe
  • Sostituisce i fonemi
  • Sostituisce i grafemi
  • Inventa
La Condizione dislessica ha inoltre la sua dose di responsabilità:
  • NELLE ABILITÀ SOCIALI
  • NELLA MANCANZA DI AUTOREGOLAZIONE
  • NELLA PERDITA DEI COORDINAMENTI COGNITIVI
  • NELLE FUNZIONI ESECUTIVE
Un Bambino tra I 12 e i 24 MESI comincia a potenziare
LA DEAMBULAZIONE LA PIANIFICAZIONE LA COMPRENSIONE LO SCHEMA CORPOREO LO SCARABOCCHIO IL LINGUAGGIO LE RICHIESTE
Un bambino in ETÀ PRESCOLARE mette a punto e sviluppa
LA COORDINAZIONE OCULO-MOTORIA E OCULO-MANUALE LA PERCEZIONE LO SPAZIO-TEMPOLA COMPETENZA GRAFO –MOTORIA IL LINGUAGGIO I RAPPORTI INTERPERSONALI
Un bambino in ETÀ SCOLARE sa regolare il suo
COMPORTAMENTO QUOTIDIANOCOMPORTAMENTO COGNITIVOCOMPORTAMENTO METACOGNITIVO

Questo disordine deve essere assolutamente ri-organizzato attraverso l’esercizio di tutte le funzioni umane.

È fondamentale in questa ottica parlare di potenziamento cognitivo attraverso esercizi pensati per
  1. LA MOTRICITÀ,
  2. I LAVORI SPAZIO-TEMPO
  3. L’ESPERIENZE GRAFO-MOTORIE
  4. L’AUMENTO DELLA VELOCITÀ ESECUTIVA
  5. L’INCREMENTO DEL LESSICO E DELLA NARRAZIONE
Allenare la mente dislessica attraverso esercizi che si incentrino e sviluppino:
  • IL FEEDBACK COGNITIVO
  • IL COLPO D’OCCHIO PERCETTIVO
  • LA FOCALIZZAZIONE
  • LA MEMORIA DI LAVORO
  • IL PENSIERO RETICOLARE
  • LE FUNZIONI ESECUTIVE
  • LA METACOGNIZIONE

Per approfondire il Centro Progressi vi consiglia i Libri:

DISLESSIA. Il potenziamento cognitivo

di Mauro Spezzi (2017)
Rispetto alla precedente edizione, questo testo vuole fornire una guida per l’attuazione di interventi di stimolazione del dislessico basati su “attività educative intensive”, da proporre anche a livello domestico, mediante l’utilizzo di didattiche neuro-attive e partecipative, affinché possano essere sfruttate al massimo le capacità plastiche del cervello.
Euro 7,00

NUOVA DISLESSIA E DIDATTICA. Le pratiche scolastiche inclusive

di Mauro Spezzi (2016)
Questo testo sviluppa in modo dettagliato il concetto di “azione educativa”. Sottolineando sempre le caratteristiche dell’alunno dislessico e le sue esigenze di sviluppo, focalizza l’attenzione del lettore sui processi inclusivi, dal moment
o iniziale dell’osservazione alla presa in carico del soggetto dell’apprendimento, attraverso il modello ICF (Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Salute e della Disabilità, OMS, 2001), al quale viene dedicato un intero capitolo. Altri significativi approfondimenti, contenuti nel testo, riguardano l’analisi delle funzioni esecutive e dello screening da somministrare nella scuola secondaria, preceduto da una attenta descrizione dell’alunno adolescente disfunzionale.
Euro 12,00

N.B. i libri si possono ordinare direttamente al Centro

oppure chiamando il numero 0774 1840343

 

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