Asperger, cos’è e quali sono le strategie terapeutiche

Asperger, cos’è e quali sono le strategie terapeutiche

pubblicato in: Socio-relazionale | 0

Un disturbo subdolo da monitorare

L’autismo è un disturbo multiforme, il mondo che lo riguarda è fatto di bambini, ragazzi e adulti “ognuno diverso a modo suo”.

Una persistente compromissione delle interazioni sociali, schemi ripetitivi e comportamenti stereotipati, repertorio di attività e interessi ristretti, sono tutti possibili sintomi di una condizione che rientra nel disturbo dello spettro autistico.

Il normale sistema cognitivo è ordinato secondo priorità gerarchiche:

  • stimoli sociali,
  • espressioni facciali,
  • gestualità,
  • tono della voce,

Questi stimoli divengono prioritari rispetto ad altri.

Se, quindi, le persone con sviluppo tipico presentano un’innata predisposizione a orientarsi e imparare dagli altri e sviluppano abilità per interpretare il comportamento altrui, nell’autismo sembra esserci una disfunzione, a vari livelli di gravità, nell’interazione sociale.

Tutto ciò può significare una notevole difficoltà nell’orientamento e nell’attenzione nei confronti di stimoli sociali e nella capacità di interpretare il comportamento degli altri.

Molti bambini/ragazzi con disturbo dello spettro autistico, tendono a schivare lo sguardo dell’interlocutore o quantomeno a mantenere in misura nettamente inferiore il contatto oculare rispetto a coetanei con uno sviluppo tipico.

Inoltre, possono non avere predisposizione a desiderare il contatto con gli altri e solo eccezionalmente esprimono atteggiamenti che richiamano la “prosocialità”. Di sicuro c’è da parte loro una minore propensione a prendere iniziative per scambi sociali e/o a rispondere a iniziative comunicative proposte da altri.

Bambini/ragazzi autistici devono affrontare non solamente problemi di attenzione verso il mondo esterno ma anche di comprensione empatica: vi sono grandi difficoltà per loro nel capire che cosa sentono, pensano, provano gli altri… Immaginiamo se tutto questo, poi, si allontana da ciò che loro stessi capiscono, pensano e provano.

Quella definita sindrome di Asperger (in onore di Hans Asperger, psichiatra e pediatra austriaco) è una condizione lieve dello spettro autistico ed è considerata un disturbo ad alto funzionamento che non comporta ritardi nell’acquisizione delle capacità linguistiche né disabilità intellettive.

Diventa fondamentale quando si parla di autismo capire la grande differenza tra una persona autistica ad alto funzionamento, che ha sviluppato il linguaggio verbale, che non presenta disturbi neurologici, non ha disabilità intellettiva, che è in grado di svolgere attività autonome, come lavorare, fare la spesa, cucinare (…) e la persona autistica a basso funzionamento, che non ha una comunicazione verbale (o non verbale), che ha bisogno di qualcuno  che lo aiuti nella maggior parte delle azioni quotidiane, fino ad arrivare a persone autistiche con gravi comportamenti problema (autolesionismo, violenza verso gli altri…)

L’individuo con la sindrome di Asperger, ad ogni modo, non può essere lasciato solo nel vivere e comprendere la sua neurodiversità.

La Terapia Comportamentale

Il bambino, ragazzo o adulto che sia, necessità di percorsi riabilitativi specifici, sedute di sostegno nell’affrontare la vita di tutti i giorni, di accompagnamento e comprensione delle continue richieste della società in cui vive, percorsi che mirino alla gestione delle emozioni, di educazione alla convivenza con un ben definito “spettro comportamentale”.

I genitori, a loro volta, non devono essere lasciati soli, devono essere seguiti ed informati sul tema, aiutati a capire i comportamenti del bambino, a distinguere il capriccio dal funzionamento dello spettro supportati nella gestione delle crisi di rabbia e aggressività, senza cadere nel senso di colpa.

la Sindrome di Asperger va presa molto seriamente, rappresenta una condizione umana estremamente subdola che si manifesta in un modo particolare, adattandosi alla vita di chi ne è portatore, tanto da renderne difficile la comprensione in quanto il soggetto risulta all’apparenza estremamente funzionale.

Il riconoscimento di questo stato di differenza rispetto allo standard, può essere fondamentale nella gestione dell’ampia gamma di disturbi che tale condizione può portare con sé.

Disturbi, come depressione, ansia, disturbo ossessivo-compulsivo, nonostante non siano dovuti alla sindrome in sé, possono insinuarsi nella vita delle persone affette da Asperger e inficiarne sensibilmente la qualità, tali derive della condizione autistica vanno monitorate e affrontate con uno specialista.

Lavorare sulla sindrome significa cercare di capire e costruire qualcosa di bello intorno a quel “fuori standard”, significa dare gli strumenti per mettere in atto comportamenti funzionali per se stessi, per avere atteggiamenti comprensibili agli altri, vivere di emozioni e sensazioni che non ne compromettano la serenità, sconfiggendo la paura.

 


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